Peranel un anno fa non esisteva. Alla fine del 2025 Nestle e Platinum Equity hanno concordato di riunire oltre trenta marchi di acqua e bevande premium, tra cui San Pellegrino, Perrier e Acqua Panna, in una joint venture paritetica valutata 5,6 miliardi di dollari, con chiusura prevista entro la prima meta del 2027. Nove mesi prima quella stessa acqua minerale italiana era iscritta nel bilancio di un conglomerato alimentare svizzero. L'operazione e il marcatore piu chiaro di uno spostamento che attraversa l'acqua europea nel 2026: asset che utility e gruppi industriali detenevano come infrastruttura strategica vengono scorporati, aggregati e ceduti a sponsor finanziari, sullo sfondo di siccita, regolazione e un mercato delle operazioni che si riapre.
Il carve-out Peranel
La decisione di Nestle di scorporare la divisione acqua in Peranel porta per la prima volta sotto proprieta indipendente una piattaforma di idratazione premium con oltre trenta marchi, venduti in circa 120 paesi. Platinum Equity, sponsor di Los Angeles con una lunga esperienza nei carve-out aziendali, ne assume il 50%, mentre Nestle conserva l'altra meta e incassa proventi in contanti alla chiusura. Muriel Lienau, che guidava Nestle Waters and Premium Beverages, dirigera la nuova societa dalla sede di Parigi. Nestle ha spiegato la logica senza giri di parole: come impresa autonoma, Peranel ottiene flessibilita per investire nei marchi, ampliare il portafoglio e perseguire acquisizioni che un gruppo alimentare diversificato aveva messo in secondo piano. Per uno sponsor finanziario l'attrattiva e un asset idrico di consumo globale, generatore di cassa, con potere di prezzo e margini di miglioramento operativo. L'operazione e soggetta alle procedure di consultazione dei dipendenti e alle autorizzazioni regolamentari in piu giurisdizioni, ragione per cui il calendario arriva al 2027. E il piu grande esempio recente di acqua che lascia il bilancio di un gruppo per una struttura guidata da uno sponsor.
Il consolidamento italiano
Hera ha completato l'acquisto del gruppo Sostelia nel primo trimestre del 2026 per un valore d'impresa di 138 milioni di euro, diventando il primo operatore italiano nel trattamento delle acque. La vicenda Sostelia mostra la meccanica di roll-up che oggi definisce il mid-market del settore. La piattaforma e stata costruita a partire dal 2023 dal fondo Xenon FIDEC, che ha aggregato piccoli specialisti di ingegneria e manutenzione in un unico gruppo con oltre 1.200 impianti di trattamento, circa 350 dipendenti e circa 100 milioni di euro di ricavi, per poi cedere l'insieme a un acquirente strategico. Hera prevede che Sostelia aggiunga oltre 20 milioni di euro all'EBITDA di gruppo e le dia un'offerta integrata su progettazione, costruzione, gestione e trattamento dei fanghi. Lo schema, uno sponsor che costruisce una piattaforma dai frammenti ed esce verso una utility quotata, e l'equivalente idrico del buy-and-build noto da tempo nell'industria. Acea ha seguito un percorso parallelo, portando la spesa netta per investimenti del primo trimestre a 286 milioni di euro (piu 18%), mentre Hera ha registrato capex del primo trimestre a 237,7 milioni (piu 24%). L'acqua italiana si consolida operazione dopo operazione, e tra i compratori figurano sia fondi sia utility.
Perche il capitale si muove adesso
La domanda sta sotto ognuna di queste operazioni. Il Nord Italia vive la peggiore siccita da circa settant'anni: quest'estate il Po e sceso a circa 206 metri cubi al secondo a Pontelagoscuro, il cuneo salino ha risalito oltre venti chilometri verso l'interno e circa 125 comuni hanno imposto razionamenti. Un'acqua su cui non si puo contare e un segnale di domanda per stoccaggio, trattamento e resilienza delle reti, cioe cio che queste piattaforme vendono. Il denaro pubblico arriva a rispondere. Il programma di resilienza idrica della Banca europea per gli investimenti, 15 miliardi di euro per il 2025-2027, ad agosto ha scritto una nuova ondata multi-paese, da 100 milioni per la olandese PWN a 200 milioni per la citta austriaca di Linz, mentre l'Italia ha aperto un bando PNRR da 1 miliardo per modernizzare le infrastrutture idriche. Bruxelles ha anche quantificato il divario: la Strategia europea per la resilienza idrica stima un fabbisogno annuo non coperto di circa 23 miliardi di euro. Sovvenzioni e prestiti delle banche di sviluppo riducono quel divario senza colmarlo, e il resto e proprio lo spazio in cui i rendimenti regolati attirano private equity e fondi infrastrutturali.
Un mercato che premia la disciplina
Il contesto piu ampio del private equity e diventato piu costruttivo nel 2026, e questo conta per il prezzo di questi asset idrici. Il valore delle operazioni di private equity e M&A in Europa e salito dell'8,6% a 319,7 miliardi di euro nel primo semestre 2026, mentre il numero di operazioni e calato del 4,5%: un mercato che fa transazioni meno numerose ma piu grandi. Anche la macchina delle uscite si sblocca: le cessioni di portafoglio del 2025 sono aumentate del 49% a 272,2 miliardi con la convergenza dei prezzi tra compratori e venditori, e i multipli del mid-market sono risaliti moderatamente, con l'indice Argos passato da 8,3 a 8,6 volte l'EV/EBITDA a inizio 2026. L'acqua in particolare ha mantenuto il suo premio. L'M&A dell'acqua e delle acque reflue ha registrato 159 operazioni nel 2025 a una media di circa 10,8 volte l'EBITDA, valutazione che riflette flussi di cassa regolati, indicizzati all'inflazione e resistenti alle recessioni. Gli sponsor pagano per quella difensivita, e la disciplina visibile nei numeri aggregati vale dentro il settore. Il capitale che entra in Peranel e Sostelia riflette quei fondamentali, dalla domanda durevole ai ricavi regolati e contrattualizzati.